
Blog
The Wolf of Card Street: CardPro settembre 2026
Era gennaio o febbraio 2026 quando il Sommo — per i più; per me semplicemente Ste — mi propose seriamente di portare PCE in fiera.
L'idea ruzzolava in testa da tempo, sballottata qua e là dai vari "Sì, ma" e "Vedremo" che possono accompagnare una piccola attività di e-commerce come la nostra.
Che parte di inventario portare? Come fare un po' di branding intelligente? Non verremo sovrastati da venditori più grandi e posizionati? In mezzo a questo mixer di pensieri i mesi passavano, e settembre si avvicinava…
E sì, alla fine lo abbiamo fatto. Domenica 6 settembre 2026, alle 7:45 del mattino, eravamo al CardPro di Milano ad allestire il nostro banchetto in mezzo a una fiumana di venditori. Era mattina, ma sembravano tutti elettrizzati: una specie di scenario alla Wolf of Wall Street, ma con il cartone scintillante.
Anche noi eravamo pronti, sulla linea del via, trepidanti di vedere come sarebbe andata…
Il Buono: quello che abbiamo fatto di bene
Tra tutti gli errori di inesperienza che abbiamo commesso ci sono stati anche dei punti positivi. In primo luogo l'onestà.
Su PCE abbiamo una forte etica lavorativa: sappiamo che operando onestamente e con trasparenza, in modo quasi automatico, il cliente rimane colpito e associa al tuo stand una buona sensazione; in due parole, si fidelizza.
Difatti abbiamo avuto il piacere di ritirare bellissime carte, lasciando contenti anche i nostri clienti-venditori che, a transazione conclusa, a volte si lasciavano sfuggire qualche lamentela riguardo alcune valutazioni tendenti al ribasso ricevute agli stand precedenti.
Un altro fattore da considerare in un contesto di vendita faccia a faccia, a cui spesso non si dà l'importanza che merita, è l'atmosfera che permea il tuo punto vendita.
Trattando, a volte, si possono accendere gli animi. È del tutto naturale: le carte non rappresentano solo denaro. Sono ricordi, storie, emozioni.
Ecco perché riuscire a mantenere un'atmosfera distesa che ispiri fiducia ha favorito abbastanza gli affari.
Per quanto possibile, invece di trattare aggressivamente per "rubare il malloppo", abbiamo sempre cercato, con leggerezza, di valutare correttamente quello che ci è stato presentato e che abbiamo venduto, senza stare mai né troppo alti né troppo bassi.
Anche perché dall'altra parte del banco ci siamo stati per la maggior parte della nostra vita, nelle scarpe di chi va a farsi valutare le carte. Sappiamo come ci si sente.
Perciò direi di tagliare corto e introdurre l'ultimo argomento da toccare in questo paragrafo: il branding. Quanto è memorabile il tuo marchio, e quindi la tua attività?
Forse pensi: "Eh, ma mica sono Apple, io". Ma ti assicuro che il branding, anche nelle piccole realtà, ha il grande potere di moltiplicare le potenzialità della tua attività.
Detta semplice: venir ricordati bene e creare community è la chiave per creare un'attività longeva, resiliente e scalabile.
Nel caso di PCE direi di aver fatto un lavoro decente sul branding, anche se sicuramente migliorabile.
Vi terrò aggiornati nei prossimi articoli se questo lavoro sortirà qualche tipo di effetto.
Un'altra cosa che ci ha fatto piacere notare è stata come ogni transazione andata a buon fine — ma anche no — si sia conclusa, tra qualche risata e battuta, con una stretta di mano e una pescata dal box dei biglietti da visita misteriosi.
Se sei stato al nostro stand, sai di cosa parlo.
Il Brutto: cosa abbiamo errato?
Beh…
Diverse cose.
L'inventario in generale non catturava correttamente il target presente al CardPro.
Era ampio: spaziava da One Piece a Riftbound, passava dalle collezioni della Tomodachi Press e arrivava a Pokémon e Gundam.
E per alcuni versi non è andata male: l'unico ragazzo che cercava Gundam in tutta la fiera ha gravitato inevitabilmente verso il nostro stand, siccome a detta sua eravamo gli unici con quel gioco. Ha acquistato tra le carte più rare che avevamo in inventario, e vissero tutti felici e contenti.
Ma un fortuito caso isolato rimane tale, e alla fine la percentuale del traffico presente in fiera si è rivelata — come forse ci si poteva aspettare — prepotentemente sbilanciata verso Pokémon e One Piece, con una preferenza verso le carte più rare e preziose, spesso gradate.
Tanti acquisti singoli. Grossi acquisti singoli.
E noi non eravamo preparati.
Dico questo perché qualcosa di interessante lo avevamo esposto, ma… la vetrinetta che abbiamo portato era davvero troppo piccola e non catturava minimamente lo sguardo di chi passava.
In una fiera con un centinaio di stand, tutti armati di vetrinoni e grandi pezzi di cartone scintillante in mostra, chi si fermava a guardare la nostra vetrinetta striminzita con le carte tutte accalcate una sopra l'altra?
Pochi.
Concludo dicendo che il sealed che abbiamo portato è andato okay. Un risultato mediocre, ma non disastroso.
OP17 prende un po' in mano la situazione e carria le vendite scomparendo dallo scaffaletto, mentre Riftbound Origins e soprattutto MTG Lo Hobbit non sono nemmeno stati considerati.
Me ne sono chiesto il motivo, ma per analizzare le tendenze dei vari giochi servirebbe un articoletto a parte.
Il Cattivo: cosa migliorare in futuro?
Arriviamo alla fine di questo articolo, ma anche della nostra prima giornata in fiera.
Erano le sei, forse le sei e mezza, quando ho finito di caricare l'inventario e l'allestimento in macchina e, assieme al Sommo, siamo stati inevitabilmente assaliti da pensieri e considerazioni riguardo alla giornata. "Beh, che dici?" ci siamo chiesti un secondo dopo esserci seduti.
La conversazione è stata presto monopolizzata dagli errori che abbiamo fatto, palesissimi, e ne è subito scaturita una chiacchierata su come tappare i buchi e migliorare la nostra — ma anche la vostra — futura esperienza in fiera.
Quindi, per tirare le somme anche col Cattivo, che in questo articolo prende più la forma della coscienza che ti investe dopo ogni nuova esperienza che di un perfido pistolero vestito di nero e munito di baffetti, direi che l'esperienza è stata intensa ma perlopiù positiva.
E ci ha incoraggiato constatare come la struttura con cui ci stiamo muovendo appaia abbastanza solida.
Ora dobbiamo concentrarci sul limare, migliorare e fare scelte più mirate per ciascun evento.
Ci sarà sicuramente modo di sperimentare: difatti saremo il 19 settembre al Collectit, sempre a Milano.
Porteremo una vetrina più grande.